Biosphera - un modello ecoumano

Il progetto estetico di Biosphera Equilibrium è stato sviluppato in collaborazione con Davide Dottola, che ha realizzato un’opera sulla parete esterna lato nord adottando una tecnica – la catrargilla.- da lui stesso elaborata. Lo stesso motivo viene poi ripreso all’inferno dell’edificio in altro formato

L’opera dedicata a Biosphera Equilibrium lavora sui concetti di interdipendenza, di sfere contingenti e di cicli generativi. Vi si concepisce un’umanità – integrante ed integrata – parte di un sistema vasto, mutevole ed interattivo, nel quale ogni scelta ed ogni realizzazione risuonano valorizzando l’intero concerto armonico.
Spazio e tempo vengono qui considerati come caratteristiche di un momento contingente ed ogni esperienza come frammento temporale di un’esperienza collettiva. Il tessuto è costituito da cerchi, entità geometrica finita e resistente, che si intersecano permettendo la nascita di scenari cromatici o descrittivi.
La texture di base, estratta da una battitura di rame trattata poi con filtri cromatici, riprende l’idea della presa di forma solida, consolidamento di pensieri, idee, sensazioni, azioni e interazioni.
Gli spazi neri sono riempiti da scene di carattere relazionale, con figure antropomorfe e primitive dove i principi di maschile e femminile si alternano, si confrontano e si sostengono…

“Immagina l’ambiente in cui prende forma l’esperienza di vita come un armonico concerto di interazioni, elementi, ingredienti vibranti di esclusive qualità.
Immagina che ogni singolo protagonista possa espandere, condividendo, la sua particolare frequenza. Immagina che frequenze contingenti si possano armonizzare creando rimandi unici, esclusivi, generati dall’ambiente e dal momento…
Interessante prospettiva, ne convieni?
Ora immagina che spazio e tempo non esistano, che i protagonisti – straordinari interpreti di esperienze di vita uniche – possano risuonare in eterna melodia, artefici e risultato di rispettose interazioni.
Immagina che ognuna di esse definisca indelebili e mutevoli onde capaci di risonanze infinite attraverso corpi tangibili e intangibili, manifestandosi in colori, suoni, sensazioni.
Immagina di essere parte di questo caleidoscopio, portatore insostituibile di un personalissimo ed unico contributo”.

Davide Dattola

La tecnica e l'artista

Catrargilla: una tecnica personale

Questa tecnica, sviluppata da Davide Dattola e adottata anche per il progetto Biosphera Equilibrium, prende il nome dalla carta catrame, il supporto e dall’argilla, il mezzo pittorico primario, segno e sostanza nei suoi vari caratteri tecnici e cromatici.
La tecnica gioca a dare forza alla contrapposizione tra la natura dell’epoca viviamo e il materiale ancestrale in cui si riconosce la natura dell’uomo. Il contrasto tra le differenti materie evoca simboli e suggestioni “arcaici” spesso legati a tematiche spirituali.

Davide Dattola

Artista pittorico, modellista, designer. Nato nel 1975, diplomato presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano nel 1999, opera a Brescia. La sua poetica visiva si pone il fine di creare una gerarchia nella percezione dei soggetti dell’opera.
Dal 2000 lavora allo sviluppo di un modo pittorico polimaterico che possa rendere più efficace la narrazione. Nel 2002 approda alle prime forme di una tecnica che battezza “catrargilla” a memoria delle due materie primarie a confronto: l’argilla ed il catrame.
Vede in questi i mezzi ottimali per evocare le vicende “della terra” raccontando il proprio rapporto col quotidiano attraverso le opacità e le difficoltà della materia biblica su un supporto che la respinge.